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Tanta solidarietà con il 5 per mille e l’8 per mille E’ possibile destinare una piccola percentuale delle imposte a enti, associazioni, Comuni e ai partiti politici

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Torna anche per il 2017 la possibilità di devolvere il 5 per mille, l’8 per mille e il 2 per mille della propria Irpef a scopi benefici e sociali. Ecco qualche informazione in più sull’argomento.

Può essere versato a un'ente o un'associazione di proprio gradimento, o al comune di residenza. Per farlo occorre indicare il codice fiscale dell'associazione o ente nell'apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi.

In particolare, l'Agenzia delle entrate informa che: «Il contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), firmando in uno dei cinque appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (modello Unico Persone fisiche, modello 730, scheda allegata alla Certificazione unica)».

Naturalmente, la destinazione della propria quota può essere fatta a una sola realtà.

Oltre alla firma, il contribuente può indicare il codice fiscale del singolo soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille consultando, se non ne è a conoscenza, gli appositi elenchi pubblicati dall’Agenzia delle entrate.

Per destinare la quota del cinque per mille al comune di residenza è sufficiente apporre la firma nell'apposito riquadro».

Con meccanismo analogo è anche possibile destinare l’8 per mille allo Stato per scopi sociali od umanitari o a fini religiosi e caritativi.

In particolare l’8 per mille può essere destinato alle seguenti realtà:

• allo Stato (a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario);

• alla Chiesa Cattolica (a scopi di carattere religioso o caritativo);

• all’Unione italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno (per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero sia direttamente sia attraverso un ente costituito ad hoc);

• alle Assemblee di Dio in Italia (per interventi sociali e umanitari anche a favore dei Paesi del terzo mondo);

• alla Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese metodiste e Valdesi), per scopi di carattere sociale, assistenziale, umanitario o culturale sia a diretta gestione della Chiesa Evangelica Valdese, attraverso gli enti aventi parte nell’ordinamento valdese, sia attraverso organismi associativi ed ecumenici a livello nazionale e internazionale;

• alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia (per interventi sociali, assistenziali, umanitari o culturali in Italia e all’estero, direttamente o attraverso le Comunità ad essa collegate);

• all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (per la tutela degli interessi religiosi degli Ebrei in Italia, per la promozione della conservazione delle tradizioni e dei beni culturali ebraici, con particolare riguardo alle attività culturali, alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, nonché ad interventi sociali e umanitari in special modo volti alla tutela delle minoranze, contro il razzismo e l’antisemitismo).

• alla Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale (per il mantenimento dei ministri di culto, la realizzazione e manutenzione degli edifici di culto e di monasteri, scopi filantropici, assistenziali, scientifici e culturali da realizzarsi anche in paesi esteri);

• alla Chiesa apostolica in Italia (per interventi sociali, culturali ed umanitari, anche a favore di altri Paesi esteri);

• all’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero);

• all’Unione Buddhista Italiana (per interventi culturali, sociali ed umanitari anche a favore di altri paesi, nonché assistenziali e di sostegno al culto)

• all’Unione Induista Italiana (per sostentamento dei ministri di culto, esigenze di culto e attività di religione o di culto, nonché interventi culturali, sociali, umanitari ed assistenziali eventualmente pure a favore di altri paesi

• all'Istituto Buddista Italiano Soka Gaccai (IBISG) (per la realizzazione delle finalità istituzionali dell'Istituto e delle attività indicate all'articolo 12, comma 1, lettera a) della legge 28 giugno 2016 n.130 nonché ad interventi sociali e umanitari in Italia e all’estero, ad iniziative per la promozione della pace, del rispetto e difesa della vita in tutte le forme esistenti e per la difesa dell’ambiente.

L’Agenzia delle entrate, fonte da cui abbiamo tratto tutte le informazioni contenute in questa pagina, spiega che il contribuente può destinare una quota pari al due per mille della propria imposta sul reddito a favore di uno dei partiti politici iscritti nella seconda sezione del registro di cui all’articolo 4 del decreto legge 28 dicembre 2013, n. 149, e il cui elenco è trasmesso all’Agenzia delle Entrate dalla «Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici».

Per esprimere la scelta a favore di un partito politico destinatari della quota del due per mille dell’Irpef, il contribuente deve apporre la propria firma nel riquadro della scheda, indicando nell’apposita casella il codice del partito prescelto. La scelta deve essere fatta esclusivamente per uno solo dei partiti politici beneficiari. L’elenco con i codici relativi ai partiti è riportato nella tabella “Partiti politici ammessi al beneficio della destinazione volontaria del due per mille” nell’ultima pagina delle istruzioni.

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Autore:bgf

Pubblicato il: 13 Maggio 2017

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